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Curato da Paolo Barichella con i
contenuti di Food Design Studio e la
partecipazione di ADI Delegazione Food
Design, lo spazio si articola in quattro
aree dedicate: la mostra storica
“Cocotte Minute” (mostra che spiega come
uno strumento di cottura – la pentola a
pressione – si sia modificata nel tempo
in funzione di nuove strumentazioni e
tecnologie di trasformazione), lo Show
Room (rassegna di prodotti dove il
processo progettuale di Food Design fa
la differenza), l’Area Kitchen (tavole
rotonde e dimostrazioni in uno spazio
allestito con elettrodomestici Gaggenau
dell’ultima generazione), Food Design
2.0 (la nuova frontiera della
progettazione open source nel Food
Design presentata attraverso momenti di
Live Design).
WIKI FOOD DESIGN, le aree e gli eventi
nel dettaglio.
- Mostra storica “Cocotte Minute”
Ogni epoca è stata segnata dal progresso
tecnologico che ha portato a creare
nuovi strumenti in funzione delle
diverse tecniche disponibili per la
trasformazione dei cibi. Parlando di
pentola a pressione si è spesso convinti
che si tratti di un prodotto
contemporaneo; la sua invenzione risale,
invece, al 1679. La mostra storica
dedicata a questo strumento, intende
evidenziare come, nel tempo,
l’interfaccia sia cambiata in funzione
dei diversi strumenti di trasmissione
del calore: carbone, carbon cook, gas,
piastra elettrica, vetroceramica,
induzione e micoroonde.
Se lo scopo della pentola a pressione è
velocizzare la cottura degli alimenti
che dire di un prodotto come può essere
Bonduelle “A tutto vapore” della?
Dallo steam digester pressure cooker a
Bonduelle “A tutto vapore”, dunque,
passando per SEB, Barazzoni, Lagostina,
Aeternum Bialetti e Alessi.
Partner della mostra: ADI Delegazione
Food Design e Ottagono
- Food Design Show Room
Selezione di prodotti di Food Design
L’intento è quello di mostrare come
efficacia e innovazione, applicate ad un
contesto di consumo, diventino un
importante parametro per la valutazione
del buon design. In molte delle
referenze selezionate anche l’estetica
espressa attraverso lo styling può
essere una componente fondamentale nel
design. C’è vero design quando un
prodotto, nell’assolvere alla propria
funzione, riesce a trasmettere appieno i
propri valori.
• “Alessi” - Il Pasta Pot di Ducasse •
“Caldo Caldo - Freddo Freddo” -
Consumare una bevanda in qualsiasi
contesto alla corretta temperatura•
“Vinturi” Wine areator - Il Decanter di
nuova concezione • “Vertikal Vodka” -
Quando la bottiglia perde il collo • “Lo
Champagne” - Lo Champagne grazie alla
bottiglia • “Guinness Surger” - Le
condizioni ideali di consumo anche fuori
dal pub • “Guzzini” – Forma: il coltello
per formaggi dalla diversa consistenza •
“Aranciata Sanpellegrino” – 75 anni di
storia della clavetta • “Waters” - Finé
l’eleganza e il fascino dello stile -
One-litre dalla preforma alla bottiglia
bicchiere – due modi differenti di
interpretare il bicchiere incorporato
nella bottiglia. • “Olio Magino”,
Esprimere e caratterizzare il territorio
attraverso il Design • “Icydrink” - Il
fascino di bere acqua in un bicchiere
fatto d’acqua • “Icepulp” - Nuovi metodi
di accesso al prodotto.
In collaborazione con ADI Delegazione
Food Design e Art Book Triennale
- Spazio Kitchen
Modelli futuri di alimentazione fruibile
La progettazione contestualizzata si
riferisce agli ambienti e alle esigenze
di consumo degli alimenti in rapporto
con le interfacce necessarie per
consumarli. Street food, food in travel,
food at home, food in office, food in a
restaurant, food at a party. Cambiano le
abitudini e si generano nuovi contesti
sociologici ai quali vanno fornite
adeguate risposte. Il designer è
chiamato a fornire proposte concrete che
soddisfino le esigenze createsi nei
singoli contesti di fruizione.
Per fare un esempio, parliamo
dell’ambito domestico in città. Anche
nel food at home i contesti ambientali,
le abitudini, gli strumenti di consumo e
di trasformazione stanno mutando
considerevolmente e il progresso ha
generato nuovi approcci
all’alimentazione. Le cucine sono
sensibilmente mutate nell’arco di venti
anni e di conseguenza il rapporto con
esse.
Si passa dalla cucina abitabile, dove si
riuniva la famiglia, all’angolo cottura
attrezzato per cucinare velocemente le
proposte che la grande distribuzione
offre pronte per essere rigenerate. Il
gas scompare lentamente per lasciare
spazio all’induzione e al microonde; il
frigorifero diventa un vero e proprio
storage system.
I nuovi prodotti di quarta e quinta
gamma e le meal solution prevedono di
avere strumenti appositamente studiati
per rigenerarli, capaci quindi di
enfatizzarne le caratteristiche
qualitative ed organolettiche. Gli
strumenti vanno calibrati in funzione
delle caratteristiche di conservazione e
produzione, così come dei processi di
riproducibilità, che è possibile
mantenere attraverso la strumentazione
delle moderne cucine.
In alcuni momenti si assisterà a
dimostrazioni pratiche di alimenti
facilmente fruibili grazie al contributo
di Bonduelle a tutto Vapore e
all’ausilio di strumenti come egg
cooker, flavoured oil collection, e i
chips di crosta.
Prodotti usuali realizzati attraverso
tecniche inusuali. Roberto Carcangiu
svelerà come preparare un risotto con la
macchina del caffè.
Gaggenau ha allestito una cucina che
risponde a tutte queste nuove esigenze.
Incontri sul Food Design nello spazio
Kitchen design
L’area è organizzata e curata da Roberto
Carcangiu, che introduce la figura
dell’R&D Cooking Director, la figura che
si occupa di coordinare i processi
tecnologici applicati alla produzione,
distribuzione e somministrazione degli
alimenti.
In determinati momenti della giornata
sarà possibile incontrare i protagonisti
del Food Design, chef e designer – tutti
ospiti di Carcangiu, per confrontarsi in
merito alle nuove tematiche che i tempi
moderni hanno generato. I temi
affrontati saranno:
• La pausa pranzo ed il cambio di
scenari che impongono un tempo limitato
per il consumo. Tempo o qualità? E’
possibile avere risposte consone al
nutrimento conciliando il tempo con una
qualità accettabile? Quali gli strumenti
più idonei per tutto ciò?
• Party e finger food – antropologia del
cibo con le mani – perché forchette e
strumenti – socializzare, business e
happy hour. Tutti i perché del successo
del cibo come occasione di incontro.
• Il progetto nel food desig. La
porzionabilità di una tavoletta di
cioccolato attraverso una linea di
indebolimento strutturale che definisce
la porzione di prodotto. Le nuove
frontiere del cioccolato in cucina.
• Il buon senso in cucina: che
differenza c’è nel cucinare per una
persona, per 100 e per 1000? L’utilizzo
di strumenti diversi per ottenere il
medesimo risultato, quante cose possiamo
fare con strumenti che abbiamo in casa e
che utilizziamo in minima percentuale.
Food Design e cucina del buon senso
C'è vero progresso solo quando i
processi generati dal design sono
realmente produttivi. Se per fare un
piatto diverso dobbiamo sprecare energie
e risorse che lo portano a costare il
doppio del suo valore reale abbiamo
prodotto uno sforzo inutile.
Roberto Carcangiu, oltre che curare lo
spazio Kitchen e fornire gli spunti di
discussione per gli incontri con gli
chef, ci presenta alcuni processi di
design applicati alla cucina di tutti i
giorni. Piccoli trucchetti per ottenere
i migliori risultati dagli strumenti che
abbiamo in cucina.
- Area Food Design 2.0
Wikifood: il Food Design 2.0
Nuove esigenze, scenari, contesti
sociali, economici culturali e
ambientali richiedono adeguati approcci
e risposte dati attraverso gli strumenti
più attuali. L’esperienza di Food Design
2.0 mostra come il campo della
progettazione può fornire proposte
concrete nel campo dell’alimentazione.
Wikifood è un sistema in cui gli utenti
finali, i designer e le aziende,
costituiscono una community per lo
sviluppo di piattaforme in grado di
creare rispondere a precise richieste ed
esigenze del mercato attuale. Nell’area
saranno presenti tavolini attrezzati con
Personal Computer che dimostrano il
funzionamento delle community. Strumenti
per la fruizione di cibo.
Live Design
Sessioni di design dal vivo con designer
che si cimentano nella modellazione 3D.
Per mezzo dell’Augmented reality si
potranno simulare laboratori che
utilizzano la metodologia 2.0 in cui dal
vivo si assisterà alla creazione di
modelli virtuali.
Nella metodologia 2.0 questi laboratori
lavorano su tutto il territorio
internazionale in modo delocalizzato per
consentire ai membri delle community
molto distanti tra loro di valutare
contemporaneamente un prototipo.
Il laboratorio di Augmented Reality è
implementato dal Politecnico di Milano
Facoltà di Ingegneria; lo spazio è stato
predisposto affinché il pubblico possa
girare tra le proprie mani modelli
virtuali creati dai designer.
Food Design Studio
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